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Il piacere del cibo e i 5 sensi

@malibuforbreakfas

Avete presente il momento in cui passate davanti alla vetrina di una pasticceria e, senza nemmeno accorgervene, eccovi lì, fermi, a fissare quei bellissimi dolci. Vi sembra quasi di poter sentire il sapore di quella mousse al cioccolato e la croccantezza di quei biscotti. Si dice che un piatto si mangi due volte: prima con gli occhi e poi con la bocca, e non c’è niente di più vero.

Negli ultimi anni, anche grazie ai social, l’estetica del cibo è diventata fondamentale. Non per niente uno degli hashtag più in voga su Instagram è #foodporn, siamo quindi arrivati a reputare il cibo come un qualcosa di sensuale. Decidiamo se un cibo ci piaccia, o meno, prima con la vista e, di conseguenza, ci lasciamo influenzare anche nel gusto. Ma il concetto di gusto ha mille sfaccettature, non è solo questione di scienza, non è solo l’atto di portare il cibo alla bocca. Il gusto, infatti, coinvolge tutti i sensi.

Quando ordinate una crème brulée al ristorante vi aspettate che la crosticina di zucchero sopra di essa sia solida e che, rompendola con il cucchiaino, faccia “crack”. Ma se così non fosse, la gustereste allo stesso modo?

Lo stesso discorso vale per l’olfatto, che è il senso più legato al gusto. Esiste un frutto esotico che emana talmente tanto un cattivo odore, da vantare il divieto di essere trasportato sui mezzi pubblici: Il durian. Nonostante l’odore ricordi molto la cipolla marcia, e già immagino le vostre facce, molta gente lo ama. Il suo gusto, infatti, si allontana molto dal suo odore. Si tratta di un frutto dolce, che ricorda il melone e la vaniglia, dal gusto esotico. Ma voi, riuscireste ad assaggiarlo o vi fareste bloccare dal suo forte odore? Io credo più la seconda opzione.

Ma la questione è che il cibo ci fa sentire bene, ci fa sentire coccolati, siamo alla continua ricerca di quel piacere che ci fà addentare una pizza calda, con la mozzarella che fila, o bere un cappuccino che ci lascia i “baffi” di schiuma. Anche il solo parlare di cibo ci fa venire l’acquolina in bocca. E poi, diciamocelo, ormai è facile sentirsi dei critici gastronomici, quanto ci piace dare giudizi su ciò che mangiamo? “Ah, se il pomodoro fosse stato più dolce”, “Certo, buono, ma io ci avrei messo meno mandorle tostate”.

E, se poi ci aggiungiamo i ricordi legati al cibo, come quel sugo che solo nonna riusciva a fare, la torta che mamma mi preparava sempre per merenda, quelle crepes che ci ricordano il nostro viaggio a Parigi, allora quel punto il cibo diventa proprio parte di noi. Dulcis in fundo non dimentichiamoci il piacere di gustare il nuovo Magnum White, un delizioso gelato alla vaniglia avvolto in un guscio croccante di cioccolato bianco. Una dolcezza perfettamente bilanciata.

Per concludere possiamo quindi dire che il cibo è ciò che lega le persone, ciò che ci conforta nei momenti no, ciò che ci accompagna nei nostri viaggi, ciò che ci riporta alla mente i ricordi più belli. Un vero piacere per tutti i sensi!